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uni wbgt
Nel corso dell’indagine riferita al comparto milaninter sono state effettuate valutazioni ambientali, con l'obiettivo di individuare eventuali situazioni di stress calorico eccessivo.
Caratteristiche rilevanti:
- valori di temperatura operativa elevati in relazione alle caratteristiche dell'attività svolta e del vestiario indossato dagli operatori, eventualmente accompagnati da alti valori di umidità relativa dell'aria (distaffatura) e richiedenti un considerevole intervento del meccanismo di scambio termico per sudorazione al fine di conservare l'omeotermia;
- forte disomogenita' ambientale
- movimento dell'aria
- esposizione discontinua degli addetti
- disuniformità del livello di impegno fisico richiesto e del vestiario indossato dagli operatori.
Le rilevazioni sono state effettuate con T esterna massima 31, 5°C, umidità relativa 55-60%, velocità dell’aria 0,5-1,0 m/s, cioè sono da ritenersi rappresentative di giornate estive soleggiate e ventilate. Nei reparti presi in esame non si individuano impianti in grado di sottrarre o immettere un'apprezzabile quantità di umidità nell'ambiente interno, tranne che in fossa trattamenti termici.


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La valutazione degli ambienti severi freddi comprende la valutazione relativa al raffreddamento complessivo di tutto l’organismo e quella riguardante il raffreddamento localizzato su alcune parti del corpo; per la prima ci si avvale dell’indice IREQ, mentre per la seconda il riferimento è costituito dall’indice WCI.

La norma UNI EN IS0 11079:2008 definisce due importanti indici per valutare lo stress termico da freddo:
l’indice di raffreddamento complessivo e quello di raffreddamento locale.


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Gli indici di comfort termico e i metodi per calcolarli sono stati recentemente raggruppati in una nuova norma tecnica: EN 15251:2007 (Indoor environmental input parameters for design and assessment of energy performance of buildings addressing indoor air quality, thermal environment, lighting and acoustics).

Secondo la norma tecnica EN 15251:2007, le temperature di comfort accettabili dipendono dal tipo di sistema usato per fornire il comfort termico. Se, ad esempio, il raffrescamento è fornito mediante un sistema attivo (meccanicamente), allora le temperature interne devono rispettare quelle definite dal modello di Fanger (UNI 7730). Se invece il comfort termico è mantenuto mediante strategie di raffrescamento passivo (senza apparecchi meccanici), allora il limite di temperatura superiore e inferiore è imposto dal modello di Comfort Adattivo.


+ info » CBE Thermal Comfort Tool

ABSTRACT
The theory and research behind the thermal comfort of a human being is described in this article. The parameters influencing the thermal comfort of an individual are incorporated in the comfort equation introduced by Prof. P.O. Fanger. Practical use of this equation is illustrated through the use of examples. The PMV and PPD indices are described, which quantify the degree of discomfort when the optimal thermal environment cannot be achieved. For practical measurements a Thermal Comfort Meter has been developed on which some of the parameters are dialled in, while the instrument measures the remaining parameters and computes in usable form a quantitative measure of comfort...


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ABSTRACT
Con questo lavoro si intende intervenire sul delicato aspetto dei tempi di misurazione dei parametri necessari a condurre le verifiche sul comfort o sullo stress termico dei lavoratori. La durata di ogni misurazione dei parametri termo-igrometrici quali temperatura, irraggiamento e umidità, deve includere un tempo di adattamento delle sonde che è di diversi minuti e che, per quelle con la maggior inerzia termica, può arrivare a circa 20 minuti. Questa attesa è necessaria affinché tutte le sonde si portino all’equilibrio termico con l’ambiente che caratterizza ogni specifico punto di misura. Ogni campagna di misurazioni è pertanto limitata da una frequenza di campionamento molto bassa, dell’ordine delle 2 misurazioni all’ora...


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ABSTRACT
Gli accertamenti tecnici relativi al comfort ed allo stress termico si basano su un gruppo di norme di origine ISO (in un caso CEN) che definiscono, caso per caso, gli indici a mezzo del quale quantificare l'entità del disagio/rischio. Le stesse sono però carenti di indicazioni circa la metodologia di valutazione, soprattutto per quel che concerne le misurazioni. Scelte come le posizioni di misura, le durate delle misurazioni e i momenti (ora del giorno, giorno dell'anno, ...) sono spesso lasciate al valutatore e questo incide sull'attendibilità dei risultati e sulla ripetibilità delle misure, rendendo difficile operare dei confronti tra misure diverse o valorizzarne i risultati per la ricerca di misure di riduzione del rischio o miglioramento delle condizioni di comfort...


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ABSTRACT
Questo lavoro rappresenta il seguito di un altro presentato nell’ambito del convegno dBA 2018, con il quale veniva proposta una disamina dei metodi di valutazione dello stress termico da caldo per quei lavoratori che indossano abbigliamento protettivo. In quel primo contributo era fornita la descrizione di un metodo basato sulle letture della frequenza cardiaca dei soggetti esposti sviluppato da M. J. Buller, ricercatore statunitense, nell’ambito delle forze armate...


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ABSTRACT
Il presente lavoro affronta la valutazione dello stress termico di quei lavoratori che indossano abbigliamento protettivo ad alto isolamento rispetto all’ambiente esterno (ad esempio per protezione da agenti batteriologici, chimici, calore, polveri, …) e per i quali non sono applicabili gli standard internazionali a disposizione dell’igienista (WBGT e PHS)...


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ABSTRACT
È noto che rispetto al microclima il legislatore impone di valutare gli effetti sul comfort o quelli sulla salute dei lavoratori, a seconda dei casi. La valutazione del rischio microclima in ogni ambiente di lavoro deve pertanto essere preceduta da una corretta individuazione degli obiettivi di prevenzione che devono essere raggiunti. Evidentemente le condizioni che garantiscono di preservare il comfort sono diverse rispetto a quelle indirizzate a limitare gli eventuali rischi per la salute, così come le misure di riduzione risultano più o meno praticabili, più o meno onerose, a seconda dell’obiettivo di prevenzione...


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ABSTRACT
Le condizioni microclimatiche di un luogo di lavoro e di vita, possono interferire significativamente con le attività degli occupanti. In ambienti d’ufficio o domestici si possono creare condizioni non confortevoli che possono ridurre la produttività ma anche favorire il verificarsi di infortuni e di piccoli malesseri. Negli ambienti di lavoro in cui il ciclo produttivo richiede condizioni ambientali estreme con temperature particolarmente elevate o estremamente basse è addirittura necessario proteggere la salute dei lavoratori modificando, quando è possibile, il ciclo produttivo o realizzando adeguati sistemi di protezione collettiva e individuale. Una par- ticolare attenzione deve essere rivolta ai luoghi di lavoro all’aperto in cui, durante la stagione estiva o durante l’inverno, i lavoratori possono essere esposti a condizioni climatiche estreme. I settori dell’agricoltura e dell’edilizia, caratterizzati dalla maggiore frequenza di infortuni e malattie professionali, sono particolarmente esposti a queste problematiche anche perché in questi settori è maggiormente diffusa la manodopera irregolare. Benché il d.lgs. 81/08 abbia inserito il microclima nel rischi fisici da valutare ai sensi del Titolo VIII, l’assenza di uno specifico capo non fornisce, alla pari degli altri rischi come rumore, vibrazioni ecc., delle univoche indicazioni su come valutare tale rischio...


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ABSTRACT
Allo stato attuale, la valutazione dello stress prodotto da un ambiente caldo viene effettuata in due modi,
utilizzando:
a) l’indice WBGT, di facile utilizzo per una valutazione preliminare ed esplorativa dell’ambiente in esame;
b) il modello PHS, procedura utilizzata per una valutazione più approfondita.


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ABSTRACT
1.9. Microclima (13)
1.9.1. Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi
1.9.2. Temperatura dei locali
1.9.3. Umidità

Requisiti minimi
Parametri microclimatici (126)

Articolo 65 - Locali sotterranei o semisotterranei 1. È vietato destinare al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei. 2. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, possono essere destinati al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei, quando ricorrano particolari esigenze tecniche. In tali casi il datore di lavoro provvede ad assicurare idonee condizioni di aerazione, di illuminazione e di microclima...


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Introduzione al PHS di Lab
I calcoli si basano sull'allegato E della norma ISO / FDIS 7933 "Ergonomia dell ambiente termico - Determinazione analitica ed interpretazione dello stress termico da calore mediante il calcolo della sollecitazione termica prevedibile". I calcoli sono implementati nel file PHS.js. PHS.js è il calcolo PHS effettivo.

PHS.html
Simulazione PHS, l'applicazione ha un'interfaccia utente con schede, esistono schede per:
• compilare e modificare i parametri e ottenere il riepilogo dei risultati
• Ottieni risultati come diagramma
• ottieni risultati come tabella
• Ottenere informazioni sul calcolo del PHS
La scheda "Tutti" visualizza tutte le informazioni insieme tranne quella sotto "Informazioni". Per eseguire PHS utilizzare la scheda "Parametri". All'avvio, i valori predefiniti sono inclusi nell'Allegato E della ISO / FDIS 7933. Altri parametri possono essere utili. I valori tra parentesi mostrano i valori limite per i parametri di inserimento. "Inizia simulazione" esegue una simulazione di 480 minuti e i risultati finali e il sommario appaiono nella scheda. "Grafico" mostra grafici e dati numerici "Tabella" dei cambiamenti nel tempo. "Informazioni" contiene collegamenti a informazioni sull'utilizzo del calcolo PHS (alcuni collegamenti che si riferiscono a cartelle pianificate potrebbero essere vuoti). Ci si può collegare a: PHS_about.html (segnaposto per una descrizione del PHS), PHS_how_to_use.html (segnaposto per una descrizione di come usare PHS.js), PHS.js.html (javascript PHS.js come HTML), PHS_rel_ISO7933 .js.html (Javascript abilitato PHS.js in formato html con Visual Basic Program da ISO7933 come commenti) e PHS_license.html (file di licenza). I file contenuti nella libreria lib sono usati dai diversi file html. Solo PHS_sa.html può essere eseguito senza questi.

PHS_sa.html
È un file autonomo che contiene il calcolo PHS tranne la sezione "Informazioni". L'idea è che può essere scaricato su un computer e quindi utilizzato per eseguire calcoli PHS senza avere accesso alla rete.

PHS_std_example.html
Questa applicazione può essere eseguita come semplice test di PHS.js. Utilizza i casi di test trovati nell'Allegato F "ISO7933 Esempi di condizioni di lavoro". L'interfaccia utente è simile a quella di PHS.html. Condizioni di prova / parametri vengono selezionati con i tasti (1-10) e la simulazione effettuate premendo il tasto "simulazione Start". La "Start simulazione utilizzando standard" utilizza soltanto algoritmi standard (la nostra versione tramite "Start simulazione" qualche piccola modifica, e questo puoi controllare le differenze).

PHS_explorer.html
Si suppone che l'applicazione sia un "benchmark" per apprendere come si comportano i calcoli PHS se si modifica un parametro, ma si mantengono gli altri costanti. L'interfaccia utente ne è un sottoinsieme per PHS.html. I punti di articolazione sono definiti in base ai parametri di input. Molteplici simulazioni vengono eseguite quando si fa clic su uno dei pulsanti "Explorer". Per ogni parametro di input, vengono eseguite generalmente 20 simulazioni. Il valore per il parametro specifico cambia gradualmente dal minimo al massimo entro i limiti attuali. Per altri parametri, vengono utilizzati i punti di rotazione.

Modulo per valutare lo stato di aria umida: http://www.eat.lth.se/fileadmin/eat/Termisk_miljoe/PHS/humidity.html


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Prima della pandemia l’uso dei dispositivi delle vie respiratorie era previsto per un numero limitato di attività professionali. La recente emergenza sanitaria da COVID 19 ha reso obbligatorio o consigliato l'uso dei DPI (maschere) nella maggior parte degli ambienti di lavoro al chiuso o all’aperto. È da evidenziare che attività lavorative che in assenza di DPI non presentano particolari criticità di natura ergonomica o termica possono diventare critiche sotto tale aspetto, soprattutto per soggetti particolarmente sensibili. È pertanto indispensabile che l'introduzione di tali dispositivi negli ambienti di lavoro sia sempre accompagnata da un'attenta valutazione dell'accettazione e delle potenziali ricadute sulle condizioni ergonomiche dell'attività lavorativa svolta. Il report pubblicato sul PAF fornisce criteri guida sugli elementi fondamentali da prendere in esame con l’introduzione di DPI facciali (mascherine) nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento agli aspetti di criticità legati al disagio termico ed alle condizioni di suscettibilità individuali.


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Novitec s.a.s.

via Tertulliano, 37 - 20137 Milano, c.f/p.iva 12641870154
Tel. 339 1245529 - novitec@novitec-expo.it

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